Mercato del vino: i trend del 2019

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Mercato del vino: i trend del 2019

Nella speranza che il 2019 sia un anno ricco di consumi di vino, andiamo ad analizzare quelli che sono i trend previsti nel mercato del vino del 2019, sia dal punto di vista del marketing che del consumo della nostra bevanda preferita.

Wine Trends 2019

1. La cultura del vino diventa più diffusa ed è sempre più internazionale

In linea generale c’è un maggiore coinvolgimento delle persone al prodotto vino: la cultura a riguardo è in aumento e quindi sempre più persone sono interessate a scoprire nuovi prodotti, soprattutto i giovani. Questo porterà sicuramente meno campanilismo e maggiore propensione alle etichette internazionali: ironizzando, quasi una ricerca a chi trova il vino locale specifico più particolare e la varietà più impronunciabile.

La mentalità globalizzata di millennial o generazione Y potrebbe anche arrivare a spostare l’asse del mercato dai paesi di lunga tradizione a quelli più innovativi e sperimentali. Da un lato dunque abbiamo l’interesse per vini stranieri e la voglia di sperimentare, dall’altro la ricerca della nicchia: in comune questi due trend hanno il bisogno di qualcosa di nuovo e particolare.

Oltre ai lati positivi però, c’è anche un lato negativo: questo accesso a maggiori informazioni in maniera rapida su internet a volte causa una perdita delle conoscenze approfondite. E’ talmente semplice e veloce trovare delle informazioni, che ormai a cosa serve ricordarsi tutto? Questo fa sì che, soprattutto i più giovani, abbiano una conoscenza sempre minore sia in merito ai vigneti che alle regioni produttrici, e potrebbe andare a giovare i nuovi mercati, più intuitivi, rispetto a quelli più tradizionali… e rendere più superficiale la cultura del vino.

Federvini sostiene che stiamo assistendo alla nascita di nuovi segmenti di consumatori, con un budget di spesa elevato ma con livelli di conoscenza più bassi, indipendentemente da quanto possano essere coinvolti nel prodotto.

Trend del mercato del vino del 2019

2. Il vino e la cannabis

Bloomberg sostiene che il 2019 sarà l’anno del vino con la cannabis: visto l’aumento della legalizzazione, tra cui Canada, Uruguay e molti stati americani, la Cannabis inizia ad esser vista come un vero e probabile competitor del vino in generale..e c’è chi ha ben pensato di unirli in un prodotto, che già viaggia nei calici di molti appassionati di vino.

Secondo la banca di investimenti Cannaccord Genuity, questo giro di affari potrà toccare i 600 milioni da qui ai prossimi 4 anni. Già nel 2017 in Italia (primo posto in Europa a farlo) è nato il primo “vino” alla cannabis, proveniente dalle Marche. Tuttavia legalmente non viene riconosciuto come vino; si potrebbe definire una bevanda aromatizzata.

3. Il vino in lattina e in altri formati “strani”

La lattina è sicuramente più economica e più facile da trasportare rispetto ad una bottiglia, questo è certo, ma un vino di buona qualità in una lattina è molto difficile da immaginare in giro. Eppure ormai è già cosa comune oltreoceano.

Il lato positivo dal punto di vista di marketing è che dà un certo vantaggio psicologico: dona un approccio più “rilassato” rispetto alle classiche bottiglie, che molti giovani consumatori vedono come distanti e più impegnative, allontanandosi dal settore.

Naturalmente fatichiamo a immaginare una scena simile in Italia o in Francia, ma è effettivamente un grande trend in altre nazioni meno tradizionaliste.

Vino in lattina

4. Il vino vegano, il rispetto per l’ambiente e il minore consumo di alcool

Il vino vegano era già un trend nello scorso anno, e il 2019 sarà l’anno del suo boom. Negli USA il settore è salito del 20% rispetto al 2017 e nel Regno Unito il simbolo del vino vegano e vegetariano è ormai molto comune sulle bottiglie.

Il settore delle bevande a basso contenuto di alcool continua e crescere, così come la moderazione nel consumo, e questo ha già avuto un impatto sul commercio del vino. Il consumo responsabile è ormai all’ordine del giorno: i più giovani hanno già una mentalità diversa sia dal punto di vista etico che ambientalista, e per inseguire questo target le aziende stanno iniziando ad agire in maniera più trasparente e responsabile. Alcuni metodi sono la scelta del metodo biologico, la sostenibilità, l’equo solidarietà e un packaging rispettoso dell’ambiente.

5. La tecnologia e il marketing

Forse il maggiore di tutti i trend è quello che racchiude etichetta e tecnologia. L’occhio vuole la sua parte, da sempre, ancora di più in questo nuovo anno: i consumatori sono sempre più attirati da grafiche, loghi e packaging originali, a volte superando anche l’interesse per il contenuto. Questo naturalmente si ricollega a quanto detto prima in merito al maggiore coinvolgimento, che a volte si accompagna alla più superficiale conoscenza. A parte questo, l’aspetto generale della bottiglia e del suo packaging giocano un ruolo davvero maggiore: una bottiglia con una etichetta e una forma vecchio stile è ritenuta un po’ “noiosa” e attira poco.

I consumatori viaggiano sempre di più sui canali online da una parte, e stanno tornando in enoteca dall’altra: il vino si consuma sempre più in situazioni non quotidiane, dunque si punta all’acquisto di qualcosa di buono o di particolare. L’aumento della reperibilità del vino e delle informazioni ha reso i consumatori più consapevoli dei prezzi e questo li porta spesso in enoteca o online. Si va nei punti vendita più convenienti quando si vuole invece spendere poco, con meno pretese.

Oltre ad immagini e loghi, quello che continua ad attirare di più i consumatori è l’origine del vino (paese o regione) e la denominazione. Aumenta l’utilizzo dei social e del digitale da parte delle aziende (l’Italia su questo ha molto da recuperare), in modo da legare il consumatore al proprio brand: cosa sempre più difficile da fare, vista l’enorme scelta di prodotti e produttori.

Si inizia anche a parlare seriamente di blockchain nel settore del vino, ma ci vorrà ancora un po’.