Vinitaly 2019: come è andata la 53esima edizione?

Vinitaly-2019 – Alberti Casellati all’inaugurazione
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Come è stata la 53° edizione di Vinitaly?

Anche quest’anno l’edizione di Vinitaly è passata, ed è passata bene: ha registrato 125mila presenze da 145 nazioni. I dati sono in linea con la precedente edizione, ma c’è stato un aumento del 3% in merito al numero dei buyer esteri accreditati, anche in termini qualitativi. La 54esima edizione di Vinitaly è già prevista per il prossimo anno dal 19 al 22 aprile 2020.

L’idea di separare la parte business da quella del consumatore, attiva già da qualche anno, ha portato l’organizzazione a gestire una graduale diminuzione del numero dei “semplici” appassionati, per i quali è stato però potenziato il fuori salone Vinitaly and the City: questo è stato apprezzato sia dagli operatori del settore, che evidentemente anche dagli stessi wine lovers, dato che sono aumentati di 20.000, per arrivare ad un totale di 80.000.

C’è chi come Maurizio Danese, presidente di Veronafiere, commenta che questa sia stata l’edizione di Vinitaly migliore di sempre. Ha visto 4600 aziende (130 in più rispetto allo scorso anno) e 100mila metri quadri netti dedicati all’esposizione. L’obiettivo per il prossimo anno è quello di elevare sempre di più la qualità dell’organizzazione e delle proposte, soprattutto in ottica professionale ed internazionale.

Sono aumentate le presenze degli appassionati di vino e sono state presenti anche diverse figure istituzionali, tra cui i due Vicepremier, il Presidente del Consiglio, il Presidente del Senato, il Ministro delle Politiche agricole e del Turismo e il Commissario per l’Agricoltura: questo a testimonianza di quanto il settore vitivinicolo sia ormai giunto alle attenzioni delle istituzioni.

Vinitaly 2019

Foto di Sky Tg24

Wine to Asia a Vinitaly 2019

Veronafiere lancerà nel 2020 la piattaforma Wine To Asia: una nuova piattaforma multicanale, creata tramite una newco di cui la SpA veronese ha quota di maggioranza. Il partner è la Shenzhen Taoshow Culture & Media. Questa iniziativa è stata presentata nell’ultima giornata di Vinitaly, sottolineando l’importanza del costante presidio dell’Est: basti pensare che da sola la domanda di vino dell’Asia orientale vale 6,45 miliardi di euro di import. 

Un Vinitaly sempre più internazionale e digitale

La provenienza degli operatori stranieri vede in testa gli USA (+2% rispetto al 2018), seguiti dalla Germania (+4%), dal Regno Unito (+9%), dalla Cina (+3%) e dal Canada (+18%). Anche il Giappone ha portato buoni risultati (+11%) e questo va a conferma del forte strumento di promozione che il sistema del vino italiano sta dedicando sempre più all’Asia.

La connessione e il digitale sono stati al centro del Vinitaly, con una community globale della Directory online in 9 lingue, con più di 4500 aziende e 18mila vini (+20%). Vi sono state registrate più di 1 milione di visite nelle ultime due settimane. Da segnalare anche il debutto della geolocalizzazione dei padiglioni.

In questo contesto, va ricordata la Vinitaly International Academy, che in cinque anni di attività ha formato quasi 500 tra ambasciatori ed esperti del vino in 30 nazioni, capaci adesso di riconoscere le oltre 540 biodiversità del vitigno Italia. 

Vinitaly International 2019

Le novità di Vinitaly 2019

Vista la crescita della domanda di prodotti green e sostenibili, è stata creata l’Organic Hall, con Vinitalybio, Federbio, le cantine di produzione biologica e la collettiva Vi.Te con i suoi vini artigianali. Sono state anche ampliate le aree FIVI dei vignaioli indipendenti.

In merito al bio e ai temi ambientali, vi sono state diverse masterclass dedicate ai vini artigianali, e sono aumentate le etichette di vini biologici anche nella directory di Vinitaly: quasi 3.300 su 18 mila etichette presenti sono vini biodinamici o realizzati con tecniche di agricoltura biologica.

In contemporanea, si è svolta Sol&Agrifood, la manifestazione di Veronafiere sull’agroalimentare di qualità, ed Enolitech, una rassegna sulle tecnologie per i settori vitivinicoli e oleicoli. Quest’anno abbiamo assistito anche a Vinitaly Design, con proposte legate alla promozione del vino dal punto di vista esperenziale ed estetico, dall’oggettistica, agli arredi per le cantine e al packaging personalizzato.

Vinitaly 2019 - Bio

Alla presenza di Barbara Blasevich, consigliere di amministrazione di Veronafiere, Evita Gandini di Nomisma ha presentato una ricerca con l’identikit del consumatore, realizzata per Sol&Agrifood. 

Secondo le ultime indagini multi-country di Nomisma, è venuto fuori anche che sia negli Emirati Arabi, che in Cina, molti affermano che il nostro cibo e il nostro vino siano in assoluto i prodotti più rappresentativi del made in Italy, prima ancora di moda o auto. Oltre al vino, i prodotti della nostra cultura gastronomica che più attraggono i consumatori stranieri sono pizza, pasta e olio extravergine di oliva.

La crescita dei vini rosati

Molta attenzione è stata data ai vini rosati: mai visto tanto rosa al Vinitaly!

La crescita dei vini rosati è confermata da un più 18% dei dati di mercato dello scorso anno, e con vere opportunità di ulteriore crescita. Probabilmente la produzione non supererà quella di bianchi e rossi, ma molti più produttori (e consumatori) mostrano sempre più interesse per questa tipologia.

La valorizzazione dei nostri vitigni tipici

Una ulteriore tendenza di Vinitaly, non nuova ma ormai confermata e dichiarata, è la valorizzazione delle varietà autoctone e tradizionali.

Una volta si usava mostrare Merlot e Chardonnay ovunque, ora il vero vanto è nei piccoli o grandi vitigni tipici del territorio, dal Verdicchio alle mille tipologie di Malvasia, dai vitigni con una storia secolare miracolosamente scampati alla fillossera… non finiamo mai di scoprirne di nuovi.

Questa è una ottima cosa ed una gran fortuna: in questo modo non “gareggiamo” all’estero in un territorio e una varietà di vitigni che ci appartiene di meno, ma con bottiglie che si vantano del valore unico d’un territorio e della propria tipica varietà d’uva. Gareggiamo con il nostro carattere e con la nostra identità.